Pelle Scura

Fototipi

e classificazione di Fitzpatrick

La scala Fitzpatrick classifica la pelle in sei fototipi in base a come reagisce al sole e a quanta melanina produce. Non è un dato estetico ma clinico, perché stabilisce quali tecnologie si possono usare, con quale energia e con quale margine di sicurezza. È la prima cosa che determiniamo in ogni prima visita.

I sei fototipi

Fototipo I
Pelle molto chiara, si scotta sempre, non si abbronza mai. Capelli spesso rossi, occhi chiari.

Fototipo II
Pelle chiara, si scotta facilmente, si abbronza poco e con difficoltà.

Fototipo III
Pelle chiara ma con sottotono più caldo, si scotta a volte, si abbronza gradualmente. È il fototipo più comune nel Mediterraneo.

Fototipo IV
Pelle olivastra, si scotta raramente, si abbronza bene e in fretta. Frequente in area mediterranea, mediorientale e in parte dell’Asia.

Fototipo V
Pelle bruna, si scotta molto raramente. Comune in Asia meridionale, America latina, Nord Africa.

Fototipo VI
Pelle nera, non si scotta. Comune nell’Africa subsahariana e nelle popolazioni afrodiscendenti.

Perché il fototipo cambia tutto

Più melanina c’è nella pelle, più la melanina compete con il bersaglio che il trattamento vuole raggiungere.

Un laser che cerca il pigmento di una macchia, o quello di un pelo, incontra prima la melanina diffusa nell’epidermide. Su un fototipo basso quella melanina è poca e il fascio passa. Su un fototipo alto ne trova molta, la scalda, e il calore in eccesso finisce sul tessuto sano invece che sul bersaglio.

Da qui nascono le due complicanze che si vedono più spesso, l’ustione superficiale e l’iperpigmentazione post infiammatoria.

Per questo su fototipi diversi non cambiano solo i parametri. Cambia proprio quale tecnologia si può usare.

Il fototipo non si stima a occhio

L’errore più comune è classificare una persona guardandola. Due persone con la stessa carnagione apparente possono comportarsi in modo molto diverso, perché il fototipo riguarda la reattività della pelle, non il suo colore in quel momento.

Contano anche altre cose. Un’abbronzatura recente sposta temporaneamente la lettura. Una pelle infiammata reagisce come un fototipo più alto di quello che è. Chi ha origini miste può avere una reattività che non corrisponde all’aspetto.

Nella nostra valutazione affianchiamo tre cose. La scala Fitzpatrick, la storia della persona, cioè come la sua pelle ha reagito al sole e ai trattamenti precedenti, e l’analisi con Observ 520x, che mostra la pigmentazione anche negli strati che a occhio nudo non si vedono.

Approfondimenti

FAQ

Domande frequenti

Lo stabiliamo alla prima visita. Puoi farti un’idea rispondendo a due domande, se ti scotti al primo sole e se ti abbronzi facilmente, ma la valutazione clinica considera anche altri elementi.

No, è una caratteristica costitutiva. Cambia però la condizione della pelle in un dato momento, per esempio dopo l’estate, e questo influisce su quando conviene fare certi trattamenti.

Capita spesso e la risposta non è mai automatica. In questi casi la valutazione clinica conta più della classificazione teorica.

Molti sì, con parametri diversi. Alcuni no. La differenza la fa la valutazione preliminare, non il trattamento in sé.

Adestetic Milano

Ogni percorso inizia con una valutazione personalizzata

Alla prima visita analizziamo la pelle con Observ 520x, raccogliamo la storia dei trattamenti già fatti e definiamo insieme il percorso più adatto.

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