Molti percorsi estetici cominciano scegliendo un apparecchio.
Noi preferiamo partire da una domanda diversa.

Perché questo problema è comparso proprio in questa persona.

Due pazienti possono presentarsi con macchie che sembrano identiche e avere cause completamente diverse. Vale per l’acne, per la rosacea, per la caduta dei capelli, per le discromie. Se cambia la causa deve cambiare anche il percorso, altrimenti si tratta il sintomo e si lascia intatto quello che lo produce.

Per questo ogni percorso inizia con una valutazione della pelle, della storia clinica e dei fattori che possono influenzare il risultato.

Non è la tecnologia a guidare il trattamento. È la comprensione del problema.

Non trattiamo una macchia, cerchiamo di capire perché esiste

Ogni pelle racconta una storia diversa.

L’età, il fototipo, l’esposizione solare, gli ormoni, l’infiammazione, le abitudini quotidiane e i trattamenti già fatti cambiano profondamente il modo in cui quella pelle si comporta. Due persone con lo stesso problema apparente possono reagire in modo opposto allo stesso trattamento.

Per questo evitiamo protocolli identici per tutti. Prima si capisce, poi si sceglie.

La tecnologia è uno strumento, non il punto di partenza

Negli ultimi anni il numero di apparecchi disponibili è cresciuto moltissimo. Ma avere molte tecnologie non significa doverle usare sempre.

Ogni dispositivo ha indicazioni precise, limiti e controindicazioni. In certi casi il laser è la scelta migliore. In altri funziona meglio un peeling, una terapia rigenerativa, un trattamento medico, oppure semplicemente aspettare che la pelle sia pronta.

Scegliere la tecnologia giusta significa anche sapere quando non usarla.

Guardiamo la pelle in modo oggettivo

Alla valutazione clinica affianchiamo l’analisi della pelle con Observ 520x, un sistema di imaging multispettrale che fotografa la pelle sotto diverse condizioni di luce e mostra strati che a occhio nudo non si vedono, dalla profondità della pigmentazione alla componente vascolare fino ai segni di infiammazione, anche quando la superficie sembra tranquilla.

L’analisi si ripete a ogni controllo. Questo permette di documentare il punto di partenza, seguire l’evoluzione del percorso e confrontare i risultati nel tempo con immagini ottenute sempre nelle stesse condizioni.

L’obiettivo non è soltanto vedere quello che c’è oggi, ma capire come quella pelle si comporta mentre viene trattata.

Ogni protocollo nasce dall'incontro di competenze diverse

La pelle è un organo complesso e raramente un solo punto di vista basta a spiegarla.

Per questo lavoriamo mettendo insieme competenze diverse, valutando gli aspetti biologici, medici e tecnologici che possono incidere sul risultato.

Dott. Hakan Bilici, Direttore Sanitario, Medico Chirurgo, iscritto all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Pavia n. 10894, segue le valutazioni mediche e gli atti medici eseguiti in struttura.

Seda Dell’Ovo, fondatrice di Adestetic Milano, laureata in Biologia con Master in Ingegneria Genetica, ha orientato il lavoro della clinica sui fototipi alti ed è all’origine del protocollo MelanReset®.

Dal 1° settembre 2026 Adestetic Milano opera come poliambulatorio.

I cinque principi del Metodo Adestetic

Comprendere prima di trattare

Ogni decisione nasce dall'analisi del problema, non dalla scelta di un apparecchio.

Personalizzare il percorso

Non esistono protocolli uguali per tutti. Ogni piano viene costruito sulle caratteristiche della pelle e sugli obiettivi della persona.

Usare solo ciò che è realmente indicato

Una tecnologia si sceglie quando è la soluzione più appropriata, non perché è disponibile.

Documentare ogni fase

Immagini e controlli periodici permettono di valutare l'evoluzione in modo oggettivo, invece di affidarsi all'impressione del momento.

Pensare al risultato nel tempo

L'obiettivo non è un miglioramento temporaneo, ma un percorso che regga anche a distanza di mesi.

Quello che succede a casa fa parte del protocollo

I prodotti che una persona usa ogni giorno non sono un complemento del percorso, ne sono una parte attiva. Una seduta dura mezz’ora una volta al mese, la routine domiciliare lavora tutti i giorni.

Costruita male può annullare mesi di lavoro, e ne vediamo spesso, messe insieme accostando più attivi aggressivi nella convinzione che di più significhi meglio. Costruita bene porta risultati anche prima di iniziare la parte strumentale.

Il criterio con cui la definiamo è tenere sotto controllo l’infiammazione senza affaticare la barriera cutanea.

Un metodo nato sui fototipi alti

Questo modo di lavorare si è formato trattando pelli che reagiscono in fretta a qualsiasi stimolo, dove una scelta sbagliata lascia un segno che resta mesi. Da lì l’abitudine a capire prima e a dosare dopo.

Il metodo resta lo stesso su ogni tipo di pelle. Ma è su quelle più reattive che ha preso forma, ed è anche il motivo per cui riusciamo a seguire percorsi che altrove vengono rimandati.

Dove applichiamo il Metodo Adestetic

FAQ

Domande frequenti

Dipende dal laser e soprattutto da come viene usato. Per l’epilazione lavoriamo con Motus AY PRO di Deka, dove la sorgente Nd:YAG 1064 nm e la tecnologia Moveo permettono di trattare anche i fototipi alti in tempi contenuti. Sulle discromie il Pico laser resta il nostro strumento di riferimento, e accanto a questi ci sono altre tecnologie che scegliamo caso per caso. Quello che conta però non è la lista degli apparecchi, è sapere quale usare, quando e con quali parametri.

Non possiamo dirlo prima di aver visto la pelle. Ma un rifiuto altrove raramente dipende dalla pelle di chi lo riceve, dipende quasi sempre dall’esperienza di chi la sta guardando. Un apparecchio si compra, un protocollo no. I nostri sono il risultato di anni di lavoro su questi fototipi e sono la parte che non si trova in nessun catalogo. Avere una macchina in sala non significa saper trattare qualsiasi pelle con quella macchina.

Su molte discromie succede il contrario, i risultati arrivano in meno sedute. Per l’epilazione e per alcuni trattamenti laser i tempi invece si allungano, perché si lavora con più cautela.

Nella maggior parte dei casi migliora. I tempi dipendono da quanto è profonda e da quanto tempo è presente, quindi prima si interviene e meglio è.

Portala alla prima visita. Alcuni di questi prodotti funzionano, altri contengono sostanze che peggiorano la situazione a lungo termine. La cosa più utile è guardare insieme cosa stai usando prima di decidere.

Gli intervalli fra le sedute sono dettati dal protocollo e non si possono accorciare, ma raggiungerci è semplice. Siamo a Porta Romana, una quindicina di minuti di metropolitana da Milano Centrale e da Cadorna, e circa lo stesso tempo da Linate. Organizziamo ogni visita concentrando tutto quello che è compatibile nella stessa giornata.

Adestetic Milano

Ogni percorso inizia con una valutazione personalizzata

Durante la prima visita analizziamo il problema, raccogliamo la storia clinica, valutiamo le caratteristiche della pelle e definiamo insieme il percorso più adatto.

Recensioni

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