Pelle Scura

Iperpigmentazione

post infiammatoria

L’iperpigmentazione post infiammatoria è la macchia scura che resta dopo che un’infiammazione si è spenta. Compare dopo un brufolo, un graffio, una depilazione aggressiva o un trattamento troppo energico. Sui fototipi alti è la complicanza più frequente della medicina estetica, e nella maggior parte dei casi si può risolvere.

Perché compare

Quando la pelle si infiamma, i melanociti reagiscono producendo melanina. È un meccanismo di difesa. Il problema è che su un fototipo alto quella risposta è molto più intensa e molto più duratura.

Il risultato è una macchia che resta anche mesi dopo che la causa è scomparsa. Il brufolo non c’è più, il segno sì.

Le cause che vediamo più spesso sono l’acne, la depilazione con ceretta o rasoio, i peli incarniti, gli eczemi e le dermatiti, i traumi e i graffi, e i trattamenti estetici fatti con parametri non adatti al fototipo.

Non è una cicatrice

È una distinzione che cambia tutto, e che molti non fanno.

Una cicatrice è un danno alla struttura del tessuto, quindi si vede anche al tatto e non se ne va da sola. L’iperpigmentazione post infiammatoria è solo pigmento, la pelle sotto è integra. Al tatto è liscia.

Questo significa che si può risolvere. I tempi variano molto, ma la direzione è quella.

Va distinta anche dal PIE, il rossore post infiammatorio, che è la traccia rossa lasciata da un’infiammazione e riguarda i vasi, non il pigmento. Sono due cose diverse e si trattano in modo diverso.

Quanto è profonda

La profondità determina i tempi.

Quando il pigmento è nell’epidermide, cioè negli strati superficiali, la macchia tende ad avere un colore più bruno e risponde più in fretta.

Quando è arrivato nel derma la macchia assume una tonalità più grigia o azzurrina e i tempi si allungano parecchio.

Spesso le due componenti coesistono. La valutazione con imaging cutaneo serve proprio a capire con cosa abbiamo a che fare, perché a occhio nudo la differenza non si vede.

Il nostro approccio, calmare i melanociti

Qui sta la differenza rispetto a come questa condizione viene trattata di solito.

L’approccio più diffuso è schiarire. Si aggredisce la macchia, la si spinge ad andarsene. Su una pelle reattiva questo funziona poco e spesso peggiora, perché l’aggressione è essa stessa uno stimolo e i melanociti rispondono producendo altra melanina. Si entra in un circolo che non si chiude.

Noi partiamo dall’altra parte. Prima di tutto il resto, e per tutta la durata del percorso, lavoriamo perché i melanociti restino calmi. Non è una fase iniziale che poi finisce, è il criterio con cui prendiamo ogni decisione, dalla scelta di un attivo alla distanza fra una seduta e l’altra.

Questo significa tre cose concrete

Si toglie di mezzo ciò che li sta stimolando

Se c'è ancora acne attiva, si tratta l'acne. Se la routine domiciliare contiene prodotti troppo aggressivi, si cambia. Se la depilazione sta creando infiammazione continua, si affronta quella.

Si lavora sul pigmento senza svegliare la pelle

Le energie, gli attivi e i tempi vengono scelti per ottenere il massimo risultato con il minimo stimolo. In alcuni casi si usa il laser, in altri no, e la differenza non è la gravità della macchia ma quanto quella pelle sta reagendo in quel momento.

Non si smette di calmare quando la macchia inizia a schiarire

È l'errore più comune. Appena si vede un miglioramento si tende ad alzare l'intensità, e la pelle torna indietro.

Sono pochi i centri che impostano il percorso in questo modo, e su questi fototipi è la ragione principale per cui certi percorsi funzionano e altri no.

Evitare che ritorni

Una macchia schiarita su una pelle che continua a infiammarsi torna. Per questo la parte finale del percorso non è un’aggiunta ma un pezzo del protocollo.

Costruiamo un piano di mantenimento sul tipo di pelle della singola persona, che tiene conto di cosa aveva causato l’infiammazione all’inizio. Chi ha avuto PIH da acne ha bisogno di qualcosa di diverso da chi l’ha avuta dalla ceretta o da un trattamento sbagliato.

È la parte che il paziente porta con sé e che continua a lavorare quando il percorso in clinica è finito.

Approfondimenti

FAQ

Domande frequenti

Dipende molto dalla profondità e da quanto tempo la macchia è presente. Alcune migliorano in poche settimane, altre richiedono mesi. Prima si interviene, meglio è.

A volte sì, ma può richiedere anni e nel frattempo il sole e nuove infiammazioni la mantengono attiva.

Spesso perché agivano solo sulla macchia mentre la pelle continuava a essere stimolata. Finché i melanociti restano reattivi, schiarire da solo non basta.

Molte peggiorano la situazione, soprattutto quelle acquistate online o all’estero senza controllo. Se ne stai usando una, portala alla prima visita.

No. Il melasma ha una componente ormonale e una tendenza cronica a ripresentarsi. L’iperpigmentazione post infiammatoria ha una causa precisa e, rimossa quella, non torna nello stesso punto.

Adestetic Milano

Ogni percorso inizia con una valutazione personalizzata

Alla prima visita analizziamo la pelle con Observ 520x, raccogliamo la storia dei trattamenti già fatti e definiamo insieme il percorso più adatto.

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