Melasma

Non è una macchia da togliere, è una condizione da tenere sotto controllo

Su queste pelli un errore non passa mai inosservato,
ma un percorso costruito bene dà risultati più in fretta

Il melasma è una iperpigmentazione cronica che tende a ripresentarsi. Si può ridurre in modo molto evidente, ma non si cancella con una seduta e non resta fermo da solo. Va gestito nel tempo, un po’ come si fa con il diabete, dove il risultato dipende tanto dal trattamento quanto dalla gestione quotidiana.

Non tutte le macchie sul viso sono melasma

Il melasma compare di solito sulla fronte, sugli zigomi, sulle guance, sul labbro superiore e sul mento, con aree irregolari di colore bruno o grigio bruno.

Ma diverse altre condizioni possono assomigliargli. L’iperpigmentazione post infiammatoria, le macchie solari, le pigmentazioni causate da farmaci, la dermatite da contatto pigmentata, il lichen planus pigmentoso e alcuni disturbi della pigmentazione dermica danno un aspetto simile e richiedono percorsi completamente diversi.

Per questo prima di iniziare qualsiasi trattamento la macchia va valutata, e va stabilito se si tratta davvero di melasma.
È il passaggio che salta la maggior parte dei percorsi che poi non funzionano.

Perché compare

Attribuire il melasma solo al sole è una semplificazione, ed è il motivo per cui tante persone non riescono a spiegarsi perché ce l’hanno.

Sotto ci sono quasi sempre più cause che agiscono insieme. La più importante è quella ormonale.

Gli ormoni

Il melasma compare in grande maggioranza in donne fra i venti e i quarantacinque anni, e non è un caso. Estrogeni e progesterone stimolano direttamente i melanociti, cioè le cellule che producono melanina, rendendoli più reattivi a qualsiasi altro stimolo. Per questo lo vediamo comparire in gravidanza, dopo l'inizio di una pillola anticoncezionale, con una spirale ormonale, durante una terapia per la fertilità o in menopausa con la terapia sostitutiva. Anche negli uomini esiste, ma è molto meno frequente e di solito ha una componente genetica o solare più marcata.

Non solo il sole, anche il calore e la luce visibile

Questa è la parte che quasi nessuno racconta, ed è quella che spiega la frase che sentiamo più spesso, non mi espongo al sole eppure non passa. I raggi ultravioletti sono uno stimolo, ma non l'unico. Il melasma reagisce anche alla luce visibile, quella normale del giorno, e reagisce al calore. Vuol dire che stare davanti ai fornelli, il phon, la sauna, una giornata molto calda, e anche la luce degli schermi possono contribuire. Non nella stessa misura del sole, ma su una pelle che ha già questa tendenza ogni stimolo si somma agli altri.

La predisposizione, e perché non dipende da quanto ti curi

Esiste una componente genetica e una legata al fototipo. Nelle carnagioni dal terzo fototipo in su i melanociti sono più reattivi di partenza, quindi serve meno per attivarli. Questo è importante dirlo, perché molte pazienti arrivano convinte di aver sbagliato qualcosa. Il melasma non compare per trascuratezza. Anzi, una parte delle persone che seguiamo aveva una routine curata e attenta prima che comparisse.

L'infiammazione e la barriera cutanea

Una pelle infiammata o con la barriera indebolita ha melanociti più facilmente attivabili. Ecco perché trattamenti aggressivi, acidi troppo forti o routine sovraccariche possono far comparire un melasma o peggiorarne uno già presente.

Perché proprio in quelle zone del viso

Zigomi, fronte, labbro superiore e mento non sono zone casuali.

Sono le aree più esposte alla luce, quelle dove la pelle è più sottile e quelle in cui la densità dei melanociti è maggiore. Il labbro superiore in particolare unisce tutte e tre le cose, e ci si aggiunge spesso l’infiammazione da depilazione, che è uno stimolo in più su una zona già predisposta.

La distribuzione a farfalla sugli zigomi, quella che molte pazienti descrivono come una maschera, segue esattamente le aree che ricevono più luce durante la giornata.

Perché è così difficile da togliere

La risposta sta nella profondità.
Quando il pigmento si trova nell’epidermide, cioè negli strati superficiali, è raggiungibile e risponde relativamente bene. Il colore tende a essere più bruno e i contorni più definiti.

Quando invece è sceso nel derma, il pigmento viene raccolto da cellule che lo trattengono in profondità, dove la maggior parte dei trattamenti di superficie non arriva. Il colore appare più grigio o bluastro e i contorni più sfumati.

Nella maggior parte dei casi le due componenti convivono sullo stesso viso, in proporzioni diverse. È il motivo per cui una parte della macchia schiarisce in fretta e un’altra sembra non muoversi, e capire questa proporzione è una delle ragioni per cui la valutazione iniziale con imaging cutaneo conta più di quanto sembri.

Cos'è MelanReset®

MelanReset® è l’approccio con cui trattiamo il melasma e le altre iperpigmentazioni, sviluppato da Seda Dell’Ovo.

Non è un trattamento uguale per tutti e non è un pacchetto laser. È un protocollo che si costruisce sulla singola persona, mettendo insieme fasi diverse a seconda del tipo di pelle, del fototipo, del tipo di pigmentazione e della sua profondità.

Prima di definire il piano guardiamo diverse cose insieme, da quanto tempo il melasma è presente a quanto è profonda la pigmentazione, dallo stato della barriera cutanea ai fattori ormonali, fino a cosa è stato già provato e come la pelle ha reagito.

Da questa valutazione può nascere un percorso molto diverso da un altro.

Alcuni pazienti passano prima da una fase di preparazione della pelle

Poi si procede con il trattamento laser adatto e si avvia il protocollo domiciliare con controlli regolari.

Alcuni non hanno bisogno del laser

Si lavora con le applicazioni professionali in studio, con prodotti personalizzati e con un monitoraggio costante.

Altri arrivano con una pelle già in condizione di essere trattata

Si può procedere direttamente con il laser, passando poi al protocollo di mantenimento.

MelanReset® quindi non è il nome di una seduta. È il nome di tutto il percorso, dalla valutazione iniziale al controllo a lungo termine.

Come procede il percorso

Si comincia sempre da una valutazione approfondita, in cui si stabilisce se la pigmentazione è davvero un melasma, a che profondità si trova e da quali fattori può essere influenzata.

In base alle caratteristiche della pelle si definisce l’ordine delle fasi. Quando serve la pelle viene preparata prima, poi si eseguono le applicazioni professionali indicate, e al paziente viene consegnato un piano di cura domiciliare costruito su misura.

Nella maggior parte dei casi un cambiamento nel tono della pelle e nell’aspetto delle macchie comincia a vedersi entro il primo mese. La velocità però cambia da persona a persona.

Che risultati aspettarsi

Questa è la parte in cui preferiamo essere precisi invece che ottimisti.

In alcuni pazienti il miglioramento dell’aspetto della pigmentazione può avvicinarsi al 90 o 95 per cento. In altri si ferma intorno al 50 o 60 per cento. Dipende dal tipo di pigmentazione, dalla sua profondità e da quanto il paziente riesce a seguire il protocollo.

Quello che ci si può ragionevolmente aspettare viene discusso durante la prima valutazione, caso per caso. Non diamo a nessuno una percentuale fissa prima di aver visto la pelle, e non garantiamo un risultato.

Dalle osservazioni fatte in clinica, in molti pazienti un miglioramento evidente arriva dopo una o tre applicazioni professionali. Ma il numero non è uguale per tutti. Per alcuni ne bastano meno, per altri servono un monitoraggio più lungo e sedute aggiuntive.

Il ruolo del paziente

Il risultato non dipende solo da quello che facciamo in studio.

Le applicazioni professionali servono a portare la pigmentazione sotto controllo, ed è un punto di partenza importante. Ma mantenere quel risultato dipende in gran parte dalla cura quotidiana, dalla protezione dalla luce e dal calore e dalla costanza con cui il protocollo viene seguito.

Nel modo in cui lavoriamo, circa il 20 per cento del risultato arriva dalle applicazioni fatte in clinica e circa l’80 per cento da quello che il paziente fa a casa.

Quando il protocollo domiciliare viene abbandonato, quando la protezione non è costante o quando ci si espone in modo intenso ai fattori che scatenano il melasma, la pigmentazione può tornare. Gestire un melasma non significa solo schiarire le macchie, significa tenerle sotto controllo nel tempo.

Le tecnologie che usiamo

Nei pazienti che hanno bisogno del laser usiamo Discovery Pico Plus, sfruttando modalità di lavoro diverse dello stesso apparecchio a seconda di come si presenta la pigmentazione. La scelta dipende dalla profondità del pigmento, dal fototipo, dall’estensione del melasma, dal livello di infiammazione della pelle e da come ha risposto ai trattamenti precedenti.

Il laser non è obbligatorio per tutti

Su un paziente sbagliato, con parametri sbagliati o senza un'adeguata preparazione, un trattamento aggressivo può aumentare la pigmentazione invece di ridurla. Per questo il laser entra nel protocollo solo quando la valutazione lo rende appropriato. Nei nostri protocolli per il melasma non usiamo la mesoterapia. A seconda di cosa serve alla pelle possiamo affiancare alcuni acidi e applicazioni professionali, ma anche queste non seguono uno schema fisso, si scelgono in base alla barriera cutanea e alle caratteristiche della pigmentazione.

→ Quali modalità laser usiamo e quando

Un approccio pensato per tutti i fototipi

MelanReset® è stato sviluppato tenendo conto delle esigenze di tutti i fototipi, dalle carnagioni chiare a quelle più scure. Sui fototipi alti in particolare, un'applicazione sbagliata o troppo aggressiva aumenta il rischio di iperpigmentazione post infiammatoria. Per questo la tecnologia scelta, il livello di energia, la frequenza delle applicazioni e la preparazione della pelle vengono definiti caso per caso. Gli stessi parametri non si applicano a tutti i fototipi. La sicurezza si basa su una valutazione corretta, sulla scelta del trattamento adatto a quel fototipo e su controlli regolari.

→ Pelle scura e fototipi alti

Dopo il miglioramento, il mantenimento

Quando l'aspetto del melasma è migliorato in modo evidente il percorso non finisce. Si passa a un programma di mantenimento costruito sulla singola persona, in base al tipo di pelle e alla tendenza del melasma a riattivarsi. Non è necessario per tutti. In alcuni pazienti, per sostenere il risultato ottenuto, può essere utile programmare un'applicazione professionale o un trattamento laser ogni sei mesi circa. La decisione si prende durante i controlli, guardando com'è la pelle in quel momento. L'obiettivo di MelanReset® non è soltanto schiarire le macchie presenti. È mettere il paziente in condizione di gestire il proprio melasma nel tempo e di mantenere il più possibile il miglioramento ottenuto.

Quanto costa

Un percorso MelanReset® si colloca indicativamente fra 600 e 1500 euro.

La differenza dipende dal numero di applicazioni professionali necessarie, dal fatto che serva o meno il laser e dalla durata del monitoraggio. L’indicazione precisa viene data dopo la prima valutazione, quando è chiaro di che tipo di pigmentazione si tratta.

FAQ

Domande frequenti

Dalle nostre osservazioni molti pazienti vedono un miglioramento evidente dopo una o tre applicazioni professionali. Ma il numero cambia da persona a persona e dipende dal tipo di pigmentazione, dalla profondità e da come la pelle risponde alle prime sedute. L’intervallo indicativo lo diamo dopo la valutazione, non prima.

La fase attiva, quella in cui la macchia si riduce, dura in genere alcuni mesi. Dopo si passa al mantenimento, che è meno impegnativo ma non ha una data di fine, perché il melasma è una condizione cronica. È il punto in cui conviene essere onesti, chi promette di chiudere la questione in modo definitivo sta semplificando.

Sì, e non significa che il percorso non abbia funzionato. Il melasma tende a ripresentarsi quando gli stimoli che lo alimentano tornano, un’estate intensa, un cambiamento ormonale, l’interruzione della protezione. Gestirlo significa tenerlo sotto controllo nel tempo, un po’ come si fa con altre condizioni croniche.

No, e nessuno può chiedere di rinunciare a vivere. Quello che serve è protezione costante durante il percorso e attenzione nei momenti di esposizione forte. Chi segue il protocollo va in vacanza, sta all’aperto, fa la sua vita. Quello che pesa non è la giornata al mare ogni tanto, è l’esposizione quotidiana senza protezione, che è quella che nessuno considera.

In alcuni pazienti il miglioramento arriva vicino al 90 o 95 per cento, in altri si ferma intorno al 50 o 60. Dipende dalla profondità del pigmento e da quanto il protocollo viene seguito. Quello che si può ragionevolmente aspettare lo discutiamo alla prima valutazione, dopo aver visto la pelle. Non diamo percentuali prima e non garantiamo risultati.

Perché il melasma non dipende dalla trascuratezza. Dipende da ormoni, predisposizione genetica e stimoli come luce e calore. Molte persone che seguiamo avevano una routine attenta prima che comparisse. In alcuni casi, anzi, è proprio una routine troppo aggressiva ad averlo peggiorato, perché l’infiammazione è uno degli stimoli che lo alimentano.

No, e su un melasma è una delle cose che possono peggiorarlo in modo importante. Il CO2 è un laser ablativo, lavora rimuovendo strati di pelle e generando calore. Su una condizione che si attiva proprio con calore e infiammazione, il risultato frequente è un peggioramento che poi richiede mesi per essere recuperato. Il melasma non si tratta togliendo pelle, si tratta riducendo lo stimolo che produce il pigmento.

In alcuni casi dopo la gravidanza il quadro si attenua da solo. La cosa più utile è una valutazione, che serve a capire se conviene aspettare oppure iniziare, e con quale approccio. In allattamento alcune scelte cambiano.

No. Diversi pazienti seguono un percorso completo senza laser, con applicazioni professionali e protocollo domiciliare. Il laser si usa solo quando la valutazione lo rende appropriato, perché su una pelle non preparata può peggiorare la pigmentazione.

Sì, ed è una delle situazioni su cui lavoriamo di più. Cambiano la tecnologia, il livello di energia e la preparazione della pelle, proprio per ridurre il rischio di iperpigmentazione post infiammatoria.

Adestetic Milano

Ogni percorso inizia con una valutazione della pelle

Durante la prima visita analizziamo la pigmentazione con Observ 520x, stabiliamo di che tipo di macchia si tratta e definiamo insieme il percorso più adatto.

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