Sullo stesso viso convivono quasi sempre più tipi di cicatrice, e ognuno risponde a una tecnica diversa. Applicare lo stesso trattamento a tutte è il motivo per cui molti percorsi danno risultati parziali. Il nostro lavoro comincia dal riconoscere che cosa c’è, una zona alla volta.

Non tutto quello che resta è una cicatrice

È la distinzione che cambia completamente il percorso, e quasi nessuno la fa.

Le macchie scure

che restano dopo un brufolo non sono cicatrici. Sono pigmento, e la pelle sotto è integra. Al tatto la superficie è liscia. Si chiamano iperpigmentazione post infiammatoria e si trattano in tutt'altro modo.

I segni rossi o rosati

non sono cicatrici. Sono la traccia lasciata dall'infiammazione a livello dei vasi, si chiamano PIE e in molti casi si attenuano da soli con il tempo.

Le cicatrici vere

sono un'alterazione della struttura del tessuto. Si vedono al tatto, non se ne vanno da sole e richiedono tecniche che agiscono sul tessuto.

Molte persone arrivano convinte di avere cicatrici e hanno in realtà macchie e rossori, che si risolvono con percorsi molto più semplici. Dirlo alla prima visita evita mesi di trattamenti sbagliati.

I tipi di cicatrice

Ice pick, a punteruolo

Sono strette, profonde e con i bordi netti, come piccoli fori. Scendono in profondità nel derma e la superficie interessata è minima. Proprio perché sono strette e profonde, le tecniche che lavorano sulla superficie non le raggiungono. Servono tecniche puntiformi che agiscono dentro la cicatrice.

Rolling, ondulate

Sono avvallamenti larghi con i bordi sfumati, che danno alla pelle un aspetto irregolare soprattutto quando la luce è laterale. Non dipendono da una perdita di tessuto ma da bande fibrose che tirano la pelle verso il basso, ancorandola agli strati profondi. Finché quelle bande restano intatte, nessun trattamento di superficie risolve.

Boxcar, a stampo

Hanno bordi netti e definiti e un fondo piatto, come una piccola depressione a pareti verticali. Sono più larghe delle ice pick e meno profonde. Rispondono al lavoro di rimodellamento della superficie, e in alcuni casi a tecniche puntiformi sui bordi.

Ipertrofiche e cheloidee

Sono in rilievo invece che in depressione, e si comportano in modo opposto a tutte le altre. Qui le tecniche che rimodellano il tessuto sono controindicate, perché lo stimolo può aumentare la formazione di tessuto. Sui fototipi alti questa distinzione è particolarmente importante.
Nei cheloidi non interveniamo, e lo diciamo alla valutazione.

Le tecniche che usiamo

Ognuna risponde a un tipo di cicatrice preciso. Nella maggior parte dei percorsi se ne combinano più di una, perché sullo stesso viso convivono tipi diversi.

TCA Cross

Consiste nell'applicare un acido a concentrazione elevata dentro la singola cicatrice, punto per punto, senza toccare la pelle intorno. È la tecnica di riferimento per le cicatrici ice pick. Lo stimolo controllato porta alla formazione di nuovo collagene dal fondo della cicatrice, che nel tempo la solleva.

Richiede più sedute e i risultati sono progressivi.

Subcision

Si esegue introducendo un ago sotto la cicatrice per rompere le bande fibrose che la tengono ancorata in profondità. È la tecnica per le cicatrici rolling, ed è l'unica che agisce sulla causa di quel tipo di avvallamento. Le tecniche di superficie sulle rolling ottengono poco, proprio perché la trazione resta.

È un atto medico.

Filler dedicati alle cicatrici

Servono a ridare volume dove il tessuto è depresso. Si usano spesso dopo la subcision, per sostenere la zona liberata dalla trazione mentre il tessuto si riorganizza.

È un atto medico.

Laser frazionato e resurfacing

Lavorano sulla superficie e sulla texture generale, rimodellando il rilievo della pelle. Danno buoni risultati sulle cicatrici boxcar e sull'aspetto complessivo, ma richiedono mani esperte, soprattutto sui fototipi alti dove il margine di errore è ridotto.

Microneedling

Stimola la produzione di collagene in modo più graduale. Si usa su cicatrici superficiali diffuse e come lavoro di supporto in percorsi più ampi.

Spesso si combinano

Su un viso con cicatrici da acne raramente c'è un solo tipo, e per questo un percorso mette insieme più tecniche. Un piano può prevedere TCA CROSS sulle ice pick, subcision sulle rolling e un lavoro di superficie sulla texture generale, distribuiti in momenti diversi.

Non tutte servono in ogni caso. Quali usare, in che combinazione e in che ordine si stabilisce dopo la valutazione, guardando che tipi di cicatrice ci sono e in che proporzione.

Le cicatrici sui fototipi alti

Qui il discorso cambia, e va detto prima di cominciare.

Le tecniche che rimodellano la superficie creano una lesione controllata della pelle. Su un fototipo alto ogni lesione è un possibile punto di partenza per una macchia nuova, e il rischio di iperpigmentazione post infiammatoria è concreto.

Non significa che non si possa fare. Significa che la scelta della tecnica, l’energia, la preparazione della pelle prima e il protocollo dopo cambiano completamente.

C’è poi la tendenza cheloidea, più frequente su questi fototipi, che va valutata prima di qualsiasi tecnica che stimoli il tessuto.

Prima si spegne l'acne

Se l’acne è ancora attiva, il lavoro sulle cicatrici non è il primo passo.

Ogni nuova lesione infiammata può lasciare un segno nuovo, e trattare le cicatrici mentre se ne stanno formando altre significa rincorrere il problema.

Prima si porta l’acne sotto controllo, poi si lavora su quello che ha lasciato.

Cosa aspettarsi

Su questo possiamo essere chiari, perché i risultati su questo tipo di percorso sono fra i più visibili che otteniamo.

Il miglioramento è sempre evidente. In alcuni casi arriva intorno al novanta per cento, in altri si attesta sul cinquanta o sessanta. Dipende dal tipo di cicatrice, dalla profondità e da quante sono.

Anche nella fascia più bassa la differenza si vede, perché su una pelle con cicatrici il passaggio da un rilievo marcato a uno attenuato cambia completamente il modo in cui la luce si comporta sul viso. È la ragione per cui molte persone notano il cambiamento prima nelle fotografie che allo specchio.

Un percorso si compone in genere di due o cinque sedute, a seconda del quadro.

I risultati sono progressivi. Il collagene si riorganizza in mesi, non in settimane, quindi il risultato si valuta a distanza dall’ultima seduta e non subito dopo.

Quanto costa

Non c’è un prezzo unico, perché non c’è un trattamento unico. Il costo dipende da quali tecniche servono, quante cicatrici ci sono e quante sedute sono necessarie.

L’indicazione arriva dopo la valutazione, quando è chiaro con che tipi di cicatrice abbiamo a che fare.

FAQ

Domande frequenti

Il miglioramento è sempre evidente. In alcuni casi arriva intorno al novanta per cento, in altri si attesta sul cinquanta o sessanta a seconda del tipo e della profondità. Anche nella fascia più bassa la differenza si vede chiaramente.

Non si stabilisce allo specchio. Sullo stesso viso convivono quasi sempre tipi diversi, e ognuno richiede una tecnica diversa. Serve una valutazione.

Se al tatto la pelle è liscia, quasi certamente sono macchie o rossori e non cicatrici. È una distinzione che cambia completamente il percorso, e in genere le macchie si risolvono più facilmente.

In genere fra due e cinque, a seconda del tipo di cicatrice e di quante sono.

Prima si porta l’acne sotto controllo. Trattare le cicatrici mentre se ne formano di nuove significa rincorrere il problema.

Sì, ma cambiano la tecnica, l’energia e la preparazione. Sui fototipi alti alcune tecniche di superficie comportano un rischio concreto di iperpigmentazione, ed è il motivo per cui la scelta va fatta con criteri diversi.

I risultati sono progressivi perché il collagene si riorganizza in mesi. Un percorso si valuta a distanza, non seduta per seduta.

Dipende dalla tecnica. Quando serve si usa anestesia locale o crema anestetica.

Alcuni sì, altri è meglio spostarli. Si decide in base alla tecnica e all’esposizione.

Alla prima visita analizziamo la pelle con Observ 520x, distinguiamo cicatrici, macchie e rossori e costruiamo la sequenza di tecniche adatta al tuo caso.

Adestetic Milano

Ogni percorso inizia con una valutazione personalizzata

Alla prima visita analizziamo la pelle con Observ 520x, raccogliamo la storia dei trattamenti già fatti e definiamo insieme il percorso più adatto.

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